Limpido il cielo
Marina Lolli
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Rimbalzano su timpani sordi
parole,
liquide, lucide, come olio per ingranaggi.
Gridano frasi pesanti da strette pupille,
lunghi come serpenti fuggono, sotto roventi pensieri,
discorsi mai ascoltati.
Abbandonato il suono
la mia lingua tace,
sconfitta,
deserta e arida ormai non sa più gridare,
aspetto, come un bozzolo disabitato
aspetto,
come una bambola rotta,
che torni il suono nelle mie parole
e torni il riso come l'argento a tintinnare
alto e libero in un cielo finalmente limpido.
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L'autore
Marina Lolli
Sono nata a Roma il 3 /10/1961,sposata e madre di tre figli, ho un diploma di tecnico dei servizi sociali , e lavoro per i servizi sociali di roma occupandomi di adulti e bambini affetti da disabilita’ psicomotorie, di anziani affetti da alzheimer e non. Il mio lavoro mi porta a vivere il disagio e il dolore ,ma anch
Commenti (1)
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Francesco Rossi2 luglio 2013
Un misurarsi, una ricerca, poesia introspettiva che mantiene costante il moto della ricerca interiore.

