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Amore 2 luglio 2013 · lettura 2 min · 3531 letture

Solitude

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Mi giunse il vento, mi giunse e spinse forte Quasi dolore pietrificato quegli occhi come vero scintillante ebano nero l'afflitto e magnifico cordoglio Ed il non pensare ora, che siano cadute le remore o le sentenze al giusto, roboanti nell'avviluppato scodinzolio delle belle tue ciglia sarebbe come mentire leccando il tacco d'una scarpa Il non credere al mio fare; è questo che sfugge alle percezioni delle pupille Ché non v'è storia, non v'è armonia sulle scoscese alture della mia nobiltà Questo affogare denso. Senza eguali le sembianze, acri ed acri di semitoni privi di corde dov'è la mia Arpa che risuona in grovigli d'accordi Del grigio losco, la purezza non s'addice allo spiffero della mia anima E vi sussulta il nero, in una fola di bianco isterico lungo le sconcezze delle mia persona E non odo, e non escludo, solo divengo. Alle solitarie litanie Dionisiache sto morbido mentre il vino regge confronto cedendo il passo allo sbronzo Ora qui, lungo il sentiero, con me presto! Racchiudi la tua mano, ora, una volta ancora, ed esaspera nell'espletare contrito il chiarore delle mie Albe ed il segreto delle mie notti Racchiudile strette nel pugno e gettale via ché poco conta la solitaria scintilla poco conta questa mia vita se il bagliore di cui tu necessiti non sono io
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'Solitudine' Immagine di Carlo Carra

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (4)

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Rita Stanzione3 luglio 2013

Intensa lirica, come poche... trascina nel gorgo della solitudine, nei sussulti più profondi... bellissime in particolare la prima e la penultima strofa, ma tutte lasciano col fiato sospeso

Patrizia Ensoli4 luglio 2013

Ribadisco il concetto di Rita, in quanto anche io mi sono sentita trascinare in quel vortice di solitudine... Lirica che scuote e lascia una sensazione di vuoto di tristezza!!

Annamaria Barone4 luglio 2013

è sempre una meravigliosa avventura leggere questo autore, ancor più leggere le sue poesie d'amore, che non sono mai uguali, mai scontate, mai banali, come questa, che racconta di notti, e di bui che non sono solo del tempo ma dell'anima, quasi l'attore urlasse la propria incapacità di amare o di abbandonarsi completamente all'amore, come se non si sentisse abbastanza di fronte alla donna la cui attenzione vorrebbe carpire, poi, poi qualcosa di spezza, si scioglie, un grumo nero rotola via, la voce cambia, parla il cuore, le ultime strife regalano brvidi di profonda emozione, finalmente si sente la libertà del sentire e del dire. Notevole!

nemesiel5 luglio 2013

Codivido in toto l'analisi di A. Barone e insieme ne condivido l'ammirata attenzione per l'autore. Incisive le cromie di ombre della sua "tela" poetica (il grigio, il nero e quella fola di bianco)...come quell'abbandono quasi resa ad una ubriacatura dell'anima che infine riemerge dolorosamente cosciente di un sentimento forte di cui però non sembra sentirsi degno. Molte le gemme di questo componimento e davvero non saprei scegliere la più luminosa.