Turris Eburnea
Vaibhava das Vito Parisi
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Torre d'avorio/ è sede agli alti saggi
pe' 'l cielo sesto, in sfera sovrumana;
l'"avorio"/ è pietra/ dalla terra sana,
il candore/ è dei più bonari saggi;
le pastorelle, aL Prince, quali maggi,
amano il gregge, e porgonGli sua lana;
nel fuoco sacro/ vi è la fiamma arcana,
al tempio, e dentro al còre dei suoi paggi.
Da cerchie alte, resta ancora vivo
insieme con avorio, l'elefante
a cui, un Padrone/ è pregio della Torre;
monile di purezza/ è il fare schivo
che dà l'ancella, avendo il Sire avante,
nell'ossequio, che, in lei, per sempre corre...
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L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
Commenti (1)
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Azar Rudif5 luglio 2013
LA torre d'avorio, nel suo significato più moderno indica la sede alta e distaccata dalal realtà, rifugio di solitari, di asceti e scienziati e di tutti coloro che si considerano al di sopra della "normalità". Inizialmente e come leggo in questi versi, aveva anche un importante valore religioso di purezza e di fortezza.

