Amante Vento
Azar Rudif
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Or, di su la colfa,
avevi nella tua mano il segreto
all'uomo dei venti che ancor chiedeva.
Era il vento, la brezza era la risposta.
Brezza ch'ogni volta prigionavi
se le dita al palmo richiamavi.
Dall'alto loco di tal nave
t'insegnò d'allungar mano così serrata
verso le distese del mare fino ad aprirla
carezzando d'intorno il mare
fino a scoprir lontana impercettibil
crespatura della brezza serva tua amata
che di maschile veste si noma vento
a scomparir per indegni marinai.
E così di lontano carezzarla
chiamarla come amante,
conquistarla, ghermirla
fino a giungervi dentro
farsi abbracciare e circondare
diventandone conquista e prigione
sentirne i primi sibili a gonfiar
sinuose le bianche vele
come spasmi d'ardente unione.
E' come una donna, insegnò
il vento che d'intorno si nasconde,
ma che spasima e geme se
da amante saprai conquistar,
ma ancor giovine non era in te
l'amor di donna che presto
ti sarà noto in complice porto.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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nemesiel9 luglio 2013
Incuriosisce quella data scritta in latino (1270) e la sezione cronaca... sarebbe interessante sapere a quale evento l'autore si riferisce. Versi classicheggianti dove le parole dipingono la maestria del navigare riconoscendo, assecondando, co- agendo con il vento... brezza, in vesti femminili e ad una donna il poeta paragona il vento, da amare e conquistare...
Giovanni Licata22 agosto 2013
Il piacere del soffiare del venticello in una giornata afosa, dolce carezza di un amore.


