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Sociale 9 luglio 2013 · lettura 1 min · 1694 letture

Frinfrino

omissam 412 poesie pubblicate
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Calvino mi disse immortalati il resto verrà... nella mia ossidante purezza mi specchio scevro da consuetudini barocche -mi piaccio così tanto!- balocco il mio alto rendi e mento per pochi sospiri per frattaglie di vicissitudini per specchi convessi dove penetro così dentro da non fuggirne più mi spiace patire per non poter ripartire ogni inizio coincide con un finale trasognante ogni goccia si traveste di pioggia tanto le lacrime si confondono con la brina gelante che qualsiasi verità da meglio refrattare che proiettare assumere che divenire ostentare che essere ingordo fiammiferaio manigoldo senza mani solo goldo... d'altronde oramai è un dogmascetico sono cialtrone in pectore... poi Italo voltandosi un po' mellifluo non mi disse più nulla...
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...è giunta l'ora di comprare il pane...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (2)

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nemesiel10 luglio 2013

In effetti in quegli specchi ci si perde, se ci si inoltra fino in fondo non sarà più una questione di scelta... o forse è là che ci si sente al sicuro tanto da non desiderare di andar via... Già ...se non fosse che... arriva sempre l'ora di dover uscire a comprare il pane. Versi vestiti di sorriso, non così il tema. Calvino ti cammina affianco.

Massimiliano Moresco10 luglio 2013

Nell'apparente leggerezza del testo si intravede una profonda introspezione, un guardarsi dentro, nei propri abissi. Abissi che in realtà riguarda tutti noi, così presi dall'ego. Ma l'ego così denigrato in questa poesia diventa forza, un fardello che forse è anche bello portare. Sicuramente è necessario riconoscerlo, ammetterlo per potersene liberare.