L'asceta
L'asceta scolpiva silente la sua misera grotta.
Gli ombrava la fronte rugosa una fede devota
Sottili, le labbra asciutte mormoravano a volte,
Le ciocche dei bianchi capelli ondeggiavano sciolte.
Dall'alto il sole focoso saettava crudele,
I raggi ardenti inasprivano la sua ruvida pelle.
Sul suolo roccioso e arso, con un lieve rumore
Cadevano lenti le gocce di caldo sudore.
Dagli umili occhi sorgeva un dolore schiacciante
Sul viso sfinito si passava la mano tremante.
Un goccio di sangue affiorava sulla pallida gota
L'asceta scolpiva silente una misera grotta.
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