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Alboraletti Enrica
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or or pare il ribollir dell'acqua
si che nell'adombrar di cielo l'orizzonte si spegne
cicale ciarliere
foriere di caldo respiro
muovono silenzi al meriggio di vaga estate
all'imbrunir di stanco giorno
la brezza leggera giunge d'un soffio lontano al cospetto di falce di luna
che
ben non sa se apparir ancor vestita a sera
di lampi ognor s'accende il buio
sordi i tuoni spaventano i già pochi sogni
che fuggono in porto quiete
di rugiada
la mattina sveglia il giorno
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 luglio 2013
Un quadro di natura in poesia. Forma e contenuto in perfetta armonia in questa bellissima poesia .

