Memorie d'un Cigoli
Saverio Chiti
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Rammento il mio andar infelice
dall’amata mia terra natia
e quando nel percorrer discesa
mi volsi a guardarti, mio colle...
Sapessi le volte, e ciò che mi dice
il cuor mio di te,
ma lacrima mai non volle
ripercorrere la penosa via
interiore nel ricordar il perché,
ti lasciai coricato nella piana al primo frullo
del mattino, per mete che or ora so essere complete
ma che allora nel limbo non trovavano quiete
non rinnego il mio passato
e prego la Madonna a me cara, protettrice d’ogni fanciullo
nel ricordo che fu del tempo andato,
a le dedico il memore pensiero più bello
di Lei, che ancor ogn’istante sugge
del viver mio in questa vita
ora in questa patria papalina
che mi vide artista benamato
ripenso a te, mio fervido colle adagiato
sul finir della sera
e verso infin lacrime...
Nel tramonto di luce che s’abbacina
in riflessi d’anime
non persi il ricordo di te, e in verità
rivederti in cuor mio in tutta la beltà
ancor non dispera.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Rita Minniti15 luglio 2013
Particolarmente apprezzata la stesura di questa poesia sia per la forma che per la profondità dell'argomento trattato. Un quadro d'autore... scritto con eleganza e raffinatezza.

