Living as a butterfly
L Falchero
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I was living thirteen days as a butterfly:
leggera, su campi spolverati di zafferano e cannella,
viaggiando lungo pentagrammi di strade,
sotto un piovigginare di note,
che ci inzuppava le dita
e il fulmine improvviso di un tenore:
sentimiento latino
ad accapponarci la pelle
eppur ci bastava anche una voce fugace
lungo il mare la notte
per catturar melodia
nel nostro retino in comune...
e ad ogni tavolo di ferro o di legno consunto
era imbandirci banchetti
di rime, di risate ed occhiate,
a saziare quella fame di presenza,
che qui m’attanaglia...
e, infaticabili commedianti,
improvvisare ruoli ad ogni passo:
artisti, amici, parenti, malati e assistenti, illibati amanti,
in un rimescolarsi di anni e di parti,
che tra festose e accorate comparse,
ci trovava pur sempre compagni
di un viaggio troppo breve...
Non sai per quanti gradini
ti ho seguito con gioia
sulle scalinate di quelle arcate in rovina,
o dinnanzi alla quercia secolare
spaccata in due,
dove qualcuno aveva inciso il tuo nome,
né quale baratro mi sia quel pozzo
di solitudine, tormenti e respiri malati,
che celi nel rigoglio inquieto
del tuo giardino.
Lo so che molto ti mancava tra le pareti
ed io, senza colpa, a mani vuote
soltanto materne,
ti medicavo una lesione
e c’acquietavamo timori nel sonno e nel volo,
mentre, avvilita, ti lasciavo in pegno
un sacchettino di fiori di lavanda.
Tu mi domandavi, pensoso,
con la compassione, che ti è pelle:
- Cosa avrà provato la moglie di Dante,
leggendo i sonetti a Beatrice? –
Io rimanevo in silenzio
e oggi ti chiedo, nel mio insano egoismo:
- Quanto avrà sofferto Dante
nel non poter stringere Beatrice tra le sue braccia?
nel non poterla amare? -
Ma non dartene pena:
era solo vaneggiar di poeta,
pungolo per dar voce ai versi,
mentre ella proseguì il suo cammino
innocente e serena,
come tu stai per fare.
Di quei giorni inglesi
rimane un unico testimone
che ci spiava attento
e tramava, imperterrito, non visto
ad ogni sosta del viaggio:
un piccolo ragno dall’esile tela,
di questi nostri fili, impercettibili a chi,
maldestro e irritato, li va lacerando...
...ma che non ti siano mai lacci o catene,
solo corde allegre di funamboli,
a mezz’aria sulla piazza
o saldi appigli a frenar le cadute!
-Ciao Megan! - sorridevi,
passando al portone,
della bimba bionda, mia occasionale amica,
e ancora spenzola un filo da stoffa sdrucita
e all’orecchio sussurra:
- Chi è lo sciocco che crede
sia di poca durata
la vita delle farfalle? -
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
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