Il pianto
Alboraletti Enrica
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Sono
sono freccia scoccata d'arco possente
ed entro nel sole
mi scaldo mi brucio
m'arrovento
ma non di torcia m'infiammo
m'empio di luce
di forza e viaggio
viaggio nel tempo
in ere lontane
ma il cielo l'azzurro
la neve la pioggia il pianto
si il pianto
pianto dei mondi
del dolore versato evaporato
in ceppi di nubi custodito
e quando pesante gonfio colmo è il fardello
in lampi si vede in tuoni si ode in grandine si pone
in pioggia greve piange
si ora è il cielo che piange
lava monda
e la terra s'inonda
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco18 luglio 2013
Mi colpisce molto questo ritmo che rivela grande passione. Bello il tema trattato, questa comunione col sole il quale inonda di luce ma che non basta a sconfiggere tutte le lacrime del mondo, tutto il male del mondo che ci travolge.

