Quello che rimane

sono passi lenti
calpestati altrove
che mi spingono ad oltrepassar le ore
è uno spigolo di vento
che strattona i silenzi
questo contrattempo di realtà
che dilania
la mia forma buia
sono le parole
morte sulla bocca
che chetano
il mio dire senza sfida
il mio respiro senza suono alcuno
quel fiato
che un tempo fu verbo
umido e pastoso
unto di vita
seppur macchiato di dolore
eppure
ancora vivo
raggiunto
dall’immortalità del tuo pensiero
dallo stupore che mi morde
quando ancora mi racconto
nel centro di me stesso
dove ancora sono RE
seduto
al fianco del tuo sogno.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa19 luglio 2013
una bella sonorità che tempera queste righe piene di sentimento. B r a v o

