"Per una morte lieve"
Stefano Drakul Canepa
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nessuna luna
fra i neri abissi d'alba
e il mare spento (D)
Lividi percorsi sulla pelle al buio,
la luce sta morendo di impazienza
mentre il cielo è nudo e non ricama
nessuna stella fra tramonto ed alba
Se mi alzerò da qui giurerò tragedia
e le poche cose ancora da sognare
saranno parole ignote alle falene,
forse ali da sussurrare al fuoco vivo
Perché antichi percorsi hanno tradito
e solco il tempo antico come un drago
ancora da scoprire all'orizzonte scuro
del primo vetro sporco, indaco di lago
Veleni in metamorfosi sul respiro nero,
se me ne andrò da qui sarà per gioia
o per una morte lieve già infamata
sul bordo indeciso dei miei abomini
Nessuna luna fra l'aurora e il mare,
nessuna guerra per le mie catene.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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mollimra19 luglio 2013
molto profonda, bellissima poetica, un ricamo di forti pensieri che nella loro oscurità brillano come poche luci sanno fare...
Catia Dinoni19 luglio 2013
"Se mi alzerò da qui giurerò tragedia..." Versi di grande potenza sibilano tra denti stretti, immagini nitide e vive rincorrono chi ne fa lettura. SUPERBA LIRICA.

