Cucciolo
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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L’hanno adagiato in un fascio d’ombra
a guardare di quale faccia è il mondo
privo d'occhio di madre, odore, lacrima
tremante di solitudine un vagito
verso l’abbraccio fuggito in altre strade,
casuali compassioni forse distingueranno
nel cuore freddo di città
quel pulsare inerme
un fuori luogo (e senza)
un piccolo errore umano
con il cordone tagliato alla disperazione
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Paola Galli26 luglio 2013
una lirica che incanta e commuove! con versi delicati e toccanti allo stesso tempo l'autrice tratta un argomento spinoso e complesso che rischia sempre più di divenire abitudine! con occhio di comprensione verso chi compie quel gesto, si accosta sia alla madre che per disperazione o male interiore decide quell'abbandono, sia al cucciolo che tremante troverà forse un abbraccio nel vuoto e freddo cuore cittadino!!molto intensa!

