Vivere stancamente un vecchio pentagramma

Calma, senza un colore
nemmeno un suono
che interrompa questo silenzio
sospeso tra cielo e mare.
Nulla deve infrangere
quest'angolo di vita.
Ho recintato il prato dove siedo
e continuerò a restare immobile
-Se non fosse l'imprcettibile respiro
potri essere di marmo,
fredda, senz'anima
nessuno offenderebbe una pietra,
senza forma, un pezzo di materia e basta.
Stanca della stupidità di uomini minori
non dipingero' fiori colorati,
non suonero'alle porte,
nemmeno se ci sara' mai il risveglio.
Sono afona, volero' al fianco del gabbiano,
mentre i piccioni colgono le briciole
appagati dall'ingozzarsi orrendamente.
Accendero' una luce alla sera
in ricordo del pensiero puro
in ricordo della più grande facoltà dell'uomo;
e tutto il resto è un guazzabuglio che da tempo
sa di vecchio e stantio.
Non mettero' la coperta nuova al mio balcone.
Chiudero' piuttosto all'aria maleodorante
che era prima e prima ancora!
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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s
sergio garbellini21 luglio 2013
Sensazioni dell'anima e amarezze del cuore che dipingono lo stato d'animo alterato da fattori esterni, una considerazione espressa in modo notevole in poesia, con versi che rispecchiano una situazione anomala della propria esistenza, malumore e solitudine che rendono pessimisti per colpa di delusioni acquisite nel passato. Una lirica molto bella e coinvolgente. Brava.
s
sergio garbellini21 luglio 2013