Un vulcano addormentato
Ho un fuoco dentro,
non riesce a uscire.
S'agita e si dibatte dentro me,
mi consuma, mi divora le carni.
Eros e thanatos.
Due pulsioni
così vicine
così lontane.
Fiamme mi lacerano lo stomaco
Un universo sta crescendo,
magma incandescente ribolle.
Dalla profondità più nera
di questo cieco inferno
s'innalza un grido d'aiuto
che cade inascoltato.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi23 luglio 2013
Leggo x la prima volta la poesia di questa autrice che nella sua poetica introspettiva mette a nudo particolarità intense verseggiate scioltamente. Credo che l'autrice debba compiere uno sforzo nel non rendere persanali le sensazioni ma in un'ottica di introspezione aprirle verso l'universo percettivo del lettore. in questo modo credo che il redattore che esamina la poesia toglie la "p" consentendo cosi una lettura a un più vasto pubblico.
