Ponte tibetano
Al mattino un risveglio
già un altro risveglio
e un altro ancora.
Precipitano i giorni
tagliano le ore
le forbici del tempo
ieri, oggi, domani
e già ieri è oggi, è già domani.
Stentati passi
sul labile ponte tibetano
muoviamo e sotto
la bocca spalancata dell'ignoto
attrae
e disorienta e incanta e sfugge
mercurio lucente
mentre tentiamo di afferrare il niente
Liberarsi da questo
urtare contro i ritagli
balzare via, fuggire
riposare.
Sia quanto un anno- luce lunga
la pace a venire. Fosse anche un'ora
e mille giorni sostassero
sognando di sognare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!