L'inquisizione

Beato te
che dell’ingiuria ne fai cagione
che dalla tua bassezza
riesci perfino a trarne onore
beato te
che riesci a trovar colpe
in tutto ciò che ti circonda
giustificando
ogni tua bieca mossa
a te
e a un pubblico
che chissà per quale ragione
è ancora lì che ascolta
vorrei riuscirci anch’io
invece di sentirmi così avverso
di essere alla ricerca continua
della mia definizione giusta
di una fievole luce
per illuminar me stesso
di dare una ragione
ai giorni che mi porto appresso
beato te
che sai far piovere parole
dedicando ad ognuno la sua gogna
mentre da me
nevicano silenzi
ma sotto
ho ancora prati
su cui nascono fiori
ho ancora il vento
ho ancora la verità dei gesti
e ho la vita
fatta di sogni e sentimenti
quella
la cui, mancanza
insieme alla tua rabbia fa mattanza.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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nemesiel25 luglio 2013
Sepolcri imbiancati, giudici e giustizieri figli dell'arroganza e della supponenza... e di contro un uomo con i suoi dubbi e le sue fragilità e con tutta la sua grande capacità di ricercare, ascoltare, vedere, stupirsi e sognare.

