Infanzia
Alboraletti Enrica
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già coltre biancastra vela i ricordi
corro
all'indietro nel tempo e sono bambina
del gioco compagna
la vecchia paletta rubata al fuoco ormai spento
della verde carriola in legno
costruita
da mani assai forti ch'eran quelle d'un giovine papà
restavano i filari
i campi
da esplorare senza compagnia d'una bambola tutta mia
quando
della sera il colora giungea
ecco il compagno della notte intera
un orso assai grande
consunto spennato
unico prezioso
sol da guardare
il pane assai duro
da rosicchiar la giornata intera
di giorno poi sera
passata ogni primavera ecco l'inizio della notte vera
e
lui ancor bucato è li al mio fianco in attesa di voci novelle
per contar solo cose belle
della bimba rimane la mamma or nonna
che ancor canta ninne nanne
sorridendo di soqquatto
a nuove donne impartisce magie
al tramandar domani nuove vie
guardo
un attimo
indietro
il mio mondo
è grigio forse non più rotondo
non ho scritto utopia è vera la storia mia
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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