Vuota
Alboraletti Enrica
473 poesie pubblicate
+ Segui

Il passo sento marciare
seppur nudo
spoglio d'ogni calzare
dentro
fuori
ovunque
lungo
profondo il tunnel ove devo camminare
seguo l'andare
e se volgo lo sguardo a ritroso nulla dell'orme rimane
al fin giunta allo sbocciar del sole
nessun ombra accompagna il dolore
chiamo or sorella la solitudine
che
ben oltre mi stringe la mano
è lungo
possente quel pugno che coglie il fiato
infrange vane speranze
cullate illusioni del tempo passato
seppur mi promisi riparo da tempeste future
umilianti verità tentano al volere
rimango con un foglio bianco che non voglio annerire
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi26 luglio 2013
Una poetica dove le immagini prendono forma nella parte centrale con dinamismo e con buon stile la poetessa completa la disamina interiore aperta e sentita.

