La condizione della corda da bucato
Il progetto del pulito
grava con panni bagnati
e abusa in pinze
costringe la tensione
sotto il sole a randello
tra due ferri arrugginiti da stringere
per sostenere il peso
e lo sbattimento in caso
di burrasca
Si aspetta la pioggia di giorni
che porta riposo
ma invecchia l’intreccio che il caldo
ancora tirerà secco
È così che il vero sollievo sta
nella strisciata timida di profumo
da poter respirare in solitudine breve
a primavera
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Giovanni Perri27 luglio 2013
come la corda anche noi lì, a reggere, ad aspettare che arrivi qualcosa qualcuno anche solamente a smuovere un corpo di parole nascosto non sappiamo dove...
Pi Greco8 agosto 2013
Mi piace tanto. Descrive la staticità della corda da bucato (credo l'uomo), la sua razionalità che incontra o si scontra con gli eventi che gli piovono addosso: il bello e il cattivo tempo... Con la provvidenza dettata dalle stagioni, ossia l'arrivo della primavera. Spero di aver capito bene il senso. In ogni caso è stupenda.


