"L'attesa della pioggia"
Stefano Drakul Canepa
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gocce pallide
le regine d'estate
tremate in nero (D)
Sempre che l'attesa della pioggia
non diventi un altro inganno della terra,
uno di quei dolori da dimenticare al buio
quando la luna resta altrove fra le nubi
Sempre che quelle labbra non fossero
una cosa da rubare al cielo in amore,
uno dei pochi venti ancora da soffiare
fra le rovine di una roccia ingrata e dura
Qui c'è poco da attendere fra il fiume
e il mare, con il calore a perdere dei sogni
che non ricamano follia anche per dispetto,
anche dimenticando tutto ciò che è nero
Sempre che l'attesa della notte
non diventi un'altra rovina di lama pallida,
con la melodia di un pianoforte dolce
a negare il mistero e le danze del bosco
Quando le lucciole del lago sembrano dee
Da ascoltare se la sera fa male al cuore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elle28 luglio 2013
Si sente una melodia tra i versi, forse promette pioggia, chissà... quello scrosciare sulla pietra va illudendo anche la luna e la notte incalza... Sospesi fantasticando un sogno, si resta tra le note dolci di un assolo tutto da vivere "tra il fiume e il mare"...
Antonella1729 luglio 2013
immagini molto evocative e grande musicalità. Bravo... armoniosa


