Sciacquando i piedi
Lunabionda Valentina Di Caro
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Oh tempi di più fortunate speranze
riemergete dagli abissi della sopravvenuta saggezza!
Sbattono sull'oblò del mio vascello fantasma
le tentacolari spire di una piovra innamorata
Tutto rema contro il dondolio che cerca posizione
e la vertigine oggi non è che la tua rete - dormiamo!
Chè mai finirebbe il mio narrare
di pene e amori in panne in alto mare
Non conterrebbe questa vasca d'oceano
le lacrime di una saga di sirene abbandonate
Ma l'amore nel tempo per me
assunse l'acre sapore del petrolio
Di casa è la tempesta e me la rido
sciacquando i piedi in questo pentolone
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Commenti (1)
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andrea ristori3 agosto 2013
grinta, saggezza e consapevolezza nell'affrontare la vita ed il tempo che la muta e a volte la fa muta di sentimenti; bella immagine quella di un lavacro purificatore.
