Tu che scrivevi
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Ricordo
i corpi ridere diamanti
cantare agosto da sorgenti
Si sentiva nostro
quel posto scabro e diroccato
vissuto a lungo
insieme ai raffi delle more
graffi con dipartite
nastri per le gambe
il tatto, l’assenzio
Giorni d’eutanasia
tre per gridare amore
pochi -vissuti a lungo
sul picco del silenzio
L’altitudine è stata ferma
per tutti gli anni
La roccia ha inciso
la tua voce
Tu che scrivevi
b e l l a
la mia rosa assiepata
Io m’assiepavo
speculare al dire
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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