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Introspezione 4 agosto 2013 · lettura 1 min · 2105 letture

Solo di Notte

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Simile al satrapo notturno governo l'ombra di confine Poiché nella notte, pari ad un tappeto insolito, l'uscio strettoia si paventa dentro un guscio Mi dissero da fanciullo: - non sostare mai con il saggio ubriaco - - Della casa, lascia sempre spiragli accesi - Ed ho scacciato i sogni, li ho seppelliti di luce Distanti alle virgole del mio pensiero Ché lontano lontano, dove non arriva il vostro si forgiò l'acciaio denso della verità del buio E non v'è comprensione adatta Non v'è pratica che s'appresti nelle solitarie litanie meridiane Solo di notte il succube senziente poco borghese o l'allitterato solcare della mia metafora sprona lo spazio esatto tra anima e corpo Quanto una vergine dotta al male intrinseca in un fiore da cogliere Ancora ligia alla purezza feconda Nessuno Nessuno può soggiogare il suo fango ancor prima di soggiornarci E' come il gioire sopra ferite oscene tra petali e petali e praterie in gigli scoperti d'ogni loro delicata debolezza Che ora, solo ora veramente m'apparterranno completamente
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Immagine di © Jacek Kaczyń ski

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (5)

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carla composto4 agosto 2013

solo di notte si riesce a governare a controllare come satrapo con la sua autorità... solo di notte anima e corpo s'incontrano., ed i sogni si possono vivere... versi di forte introspezione metafore intense e belle ... molto apprezzata

s
stefania giacarelli4 agosto 2013

!!! senza parole!!!...solo dopo la discesa agli inferi della notte, in senso reale e metaforico, si può risalire all'alba su praterie di gigli, puri come può esserlo solo chi ha conosciuto il proprio fango, ha visto la propria oscurità e l'ha vinta... i tuoi versi e le tue espressioni mi hanno stregata!

nemesiel5 agosto 2013

"Nessuno Nessuno può soggiogare il suo fango ancor prima di soggiornarci" Credo sia questo il fulcro del pensiero, dell'intera introspezione... ed è contemporaneamente punto di partenza come di arrivo... La notte ben si addice a questa "discesa" interiore in un punto che non è anima e non è corpo... perché di entrambi siamo fatti e non è concesso rinnegarne uno... nè potremmo... dal fango ai gigli... dalla scoperta alla conoscenza.

Fiammetta Campione6 agosto 2013

Il mio pensiero è ben interpretato dal commento qui sotto (Nemesiel) quella strofa è centrale a mio avviso (e assolutamente condivisa) Attraversare il proprio fango per riuscire a scoprire la purezza, la verità, la conoscenza. Bellissima

elena rapisa6 agosto 2013

Scavare nelle proprie e altrui debolezze ed errori porta attraverso dolorosi e cupi ragionamenti ad oltrepassare distanze che vorrebbero incatenarci al fango. La notte è il punto di non ritorno dove il fango si sgretola dopo averci sommerso