"Dei giorni evaporati"
Stefano Drakul Canepa
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mi sento in luce
e fra i giorni lasciati
a prima riva (D)
Mi metto sempre fra le nuvole e il mare
e la mente che inganna ogni speranza
è un mostro di deserto e veleno nero,
è una corda scivolata fra tante risposte
Le parole rivolte ad arte per dimenticare
ogni sillaba di nostalgia ribelle e le pene,
ogni dolore evocato sulle tracce dure
di un orizzonte intollerato fra gli sguardi
Ora è già tardi, è sempre troppo sera
per giungere a notte senza sgomento,
senza il minimo riguardo per le follie
e le altre gemme lasciate al sale amaro
Mi pongo sempre fra le foglie e il ramo,
radice di terra ingannata alle prime viole
superstizione mai negata di altre rovine
e di altre timide cose a rompere il fiato
Dei giorni evaporati fra le dita ancora tese.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Gandalf bleu5 agosto 2013
Sempre grandioso lo stile la poetica e il contenuto. Complimenti Segnalo e infiocco
Catia Dinoni6 agosto 2013
...un resistere sospeso tra "nuovole e mare" a metà strada di quei giorni evaporati tra le dita, consapevolezza che traspare senza sgomento. Molto bella.
Gentiana Marika6 agosto 2013
uno stile impeccabile per esprimere e trasmettere emozione. Tutta la lirica è notevole, ma l'ultima strofa in particolar modo è molto coinvolgente, quella radice di terra ingannata alle prime viole, lascia davvero senza fiato. Plauso e Segnalo con molto piacere.


