Curami! [Uno più due fa otto]

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (5)
...nelle mie corde... mi ci rifletto... mi ci specchio... m'addormento e mi (ri) sveglio più consapevole... qui si capolavoreggia...
Teatro della vita... dove la donna, in particolare, ma anche chi è falso, viene vissuta in maniera contrastata e sofferta. Un voler dare sferzate alla troppa massa di persone che vive di false verità...Burattini di un mondo che non si muove. Ma la cura qual è? Non è soverchiare la falsità? Uscire dai canoni delle certezze? Avere il coraggio di iniziare un percorso per stare bene con se stessi? Mi sembra difficile trovare "la cura"... Uno stile teatrale, dai toni molto forti, quasi urlanti... Bella!
Mi colpisce molto per la spontaneità, per la foga e la rabbia con cui sono stilati questi versi. Poesia che denuncia (perlomeno nelle mie sensazioni) un particolare atteggiamento che tutti noi abbiamo verso presunti sapienti. Queste persone (o maschere) possiedono una conoscenza che è spesso frutto di un istruzione erroneamente ritenuta panacea di molti mali. In realtà, invece, non è altro che la connotazione di un apprendimento mentale scevro, molto spesso, di qualsivoglia esperienza e/o di una reale e profonda conoscenza.
Toni forti, volutamente ancor più caricati in taluni punti perché giungano dissacranti all'"orecchio" del lettore in un'aperta e proprompente ribellione verso talune persone più che personaggi, verso il loro modo di pensare fatto di certezze tuttaltro che comprovate... ma soprattutto traspare la rabbia e, in definitiva, la sofferenza di chi invece non si adegua, non accetta e continua a "star male" ma è in questo malessere la grandezza dell'uomo che non soccombe a facili e convenienti modus operandi, vuoti che amplificano se stessi. Eccellente.
Uno scenario viziato, vizioso, affetto da sindromi cancrenizzate, luoghi comuni, rituali involuti verso cieche visioni del reale. La cura, qual è!? Opera sferzante e incisiva, che utilizza un registro fuori dagli schemi e altamente coinvolgente... come non sentire quelle urla di ribellione ripetute fino a sfiancare! Abilissimo autore, a cui va tutta la mia ammirazione





