Il re della sconcezza
sebina pintaldi
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Eccolo!
Avanza!
Lui è il re della sconcezza.
Arriva come un guerriero ballerino...
mi salta sulla schiena
spezzandomi le ossa.
Sono indecisa.
Lo fermo con il pianto?
O gli spacco il cuore con un coltello?
Ma poi arriva il caldo porpora che sa di rame
a trascinarmi nei miei rifugi d'orchidea selvatica!
Sono qui!
Chiudo gli occhi.
Sono scesa nell'oscurità dell'altra me stessa.
Mi son sottratta alle percussioni dell'inferno.
A quella pelle intrisa di viola, noia e sdegno.
Sono quaggiù!
Riesco a vederlo.
Qui nulla mi ferisce!
Nemmeno l'ombra della forca crudele.
Perché continua a ballare ancora?
Quella bestia su due piedi che picchia...
Scalcia!
E nemmeno il mio sangue lo consola!
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