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Introspezione 8 agosto 2013 · lettura 1 min · 833 letture

Il suo nome

Lunabionda Valentina Di Caro 452 poesie pubblicate
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Emersa dal vagito dell'ultima onda bella come creatura mai nata Lei - non conosceva tribolazione Poggiava semplicemente l'alluce pareva camminare ma lieve frugava la rena come a farne polvere di phard per i miei occhi dannati Lei era me, lo era stata Avrei voluto chiamarla scorticarmi la pelle col dorso delle conchiglie per aprirle un rigagnolo di sangue da seguire a olfatto a carponi- ed io incontro a supplicare Piansi e urlai il suo nome - il mio nome ' Perdonami Ti ho rinnegata, ferita, oltraggiata anima mia feconda che germinasti nel ventre della terra mia madre quella sotto la quale ti seppellii Divino amore che non amai misera ferita che trascurai incarnazione d'angelo stretta nel pareo intriso del mio veleno di serpe' Io ti amo ancora
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L'autore
Lunabionda Valentina Di Caro

O mi ami o mi odi!

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Commenti (2)

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Pepita8 agosto 2013

Davvero toccante! Si presta a numerose interpretazioni... Amare se stessi, il bimbo che è in noi, ascoltarlo, lasciarlo piangere. Perdonare se stessi per quelle che sono scelte e non.

Elena Poldan8 agosto 2013

Rinnegare se stesse, tradirsi, macchiarsi della vita per poi, d'un tratto, ritrovarsi a rimpiangere il candore primigenio che ci rendeva belle e pure e oscuro ogni veleno. Testo graffiante e vero, molto forte e incisivo.