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Sociale 9 agosto 2013 · lettura 1 min · 952 letture

Il fabbricante di gioia

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Il matto del quartiere parla da solo alle vetrine lucenti. E canta la follia ridendo grida bambine della sua mente d’angelo rannicchiata all’orizzonte di un mondo che non ha terra e confini né foreste né mare né bugie né padroni. Il matto del quartiere ha solo il cielo tutto racchiuso nei suoi specchi innocenti. Come fa la pozzanghera con l’arcobaleno.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (8)

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Catia Dinoni9 agosto 2013

Nei suoi specchi innocenti... in un mondo tutto suo, ecco racchiusa tutt' una vita ai margini della società che spesso deride e qualche volta accoglie quel bisogno di fabbricare gioie... trovo in questo verseggiare una purezza cristallina per uno spaccato di vita non sempre esaltante. Complimenti all'autrice per la sensibile interpretazione.

Salvatore Masullo9 agosto 2013

Se essere matti vuol dire guardare attorno con animo tenero, incontaminato, sentirsi cittadini di un mondo ove non vi sono terre, né confini, né bugie, né padroni, allora vuol dire che molti di noi sono da considerare matti... E' la sana follia alla quale spesso ci aggrappiamo per non cadere prede di un mondo ingordo, calcolatore, talora cinico, di una società che cura l'apparire più che l’essere. Spesso i pazzi aprono vie che poi percorrono i savi e senza il condimento della follia non può esistere piacere o futuro alcuno... Poesia che lascia meditare, scritta da una penna che sa leggere dentro ogni piega dell'anima, ogni risvolto del nostro vivere, sociale e umano. Lirica originale e capace di far meditare chi legge. Complimenti!

Rosita Bottigliero10 agosto 2013

poesia che lascia meditare... impegnati tutti a guardare le cose senza vederle... lirica riflessiva e apprezzata...

Antonella1710 agosto 2013

Gli occhi sono logicamente sempre lo specchio dell'anima... lirica molto intensa che ben rappresenta il bisogno dell'uomo di vivere in equilibrio e la paura della follia altrui. Ma chi è veramente il folle? ? questo uomo o tutti noi che corriamo senza una precisa meta? ?...

EnzoL10 agosto 2013

mi viene da chiedermi chi siano i veri matti! una bella riflessione sociale, apprezzata a dismisura

Fiammetta Campione11 agosto 2013

Tema che mi è particolarmente caro. Chi sono i matti? e chi siamo noi per giudicarli tali? forse hanno compreso molto più di noi... lirica molto gradita e condivisa

Rohara11 agosto 2013

Abilità della poetessa che verseggia di un tema molto particolare. La sua sensibilità personale e intima è percezione di un mondo a sé stante in cui per assurdo vige l'equilibrio mentale a differenza dell'altra parte del genere umano.!Particolarmente apprezzato il verso" tutto il cielo racchiuso negli specchi innocenti"

emmalisa lucchini12 agosto 2013

versi che fanno meditare sulla società che molto spesso emargina persone deridendole considerandole a torto pericolose. Solo le anime sensibili sanno apprezzare e capire la libertà, l'allegria di un mondo senza terra ne confini come questi versi che l'Autrice evoca con grande passione questa sana follia... Bella! "il cielo negli specchi innocenti e come fa l'arcobaleno e la pozzanghera "