Durante il giorno
Gianpiero De Tomi
833 poesie pubblicate
+ Segui
Orde di urlanti Golia, miscredenti e tetri
tutti persi in valli di nebbiose metafore ed allegorie
dilaniati dal vento famelico di carcasse vuote
velenoso come vespe che volano terribili
in corsi d'acqua acquitrinosi ed orfici
gonfie di malinconia, nella vendemmia dei solchi d'occhi
nell'incudine del calore, quando è solo un brusio diffuso.
Dal concavo dolore, son fuggito integro di salvezza
ma dal gelo che perseguita ogni passo, non fuggirò mai.
Ha raggiunto il castello invocato attraverso il cielo
sprofondato nell'edera di cristallo, evocata dal gotico lamento
il suo compito l'ha portato in esultanti vittorie
e templi pagani accendono torce sfolgoranti
ombreggiano vestali nude, sussultando su lastre di marmo
fredde come lapidi, antiche nel dominio frammentato
folle smarrite e pelle opaca e dipinti al riflesso diafano.
Spegnersi lentamente ed osservare i volti dei ricordi
fluttuare nel limbo sottile di un pensiero malato
articolare poche, succose e disarmanti parole
un lento susseguirsi di unghie affilate che dolcemente
dilaniano la pelle, portando alla luce la carne viva
focalizzando un termine di pentimento paradossale.
E chiudere infine, quella grande porta di quercia antica
dai cardini ormai immemori di rotazioni imminenti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
