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Introspezione 13 agosto 2013 · lettura 2 min · 2340 letture

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Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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Orde di urlanti Golia, miscredenti e tetri tutti persi in valli di nebbiose metafore ed allegorie dilaniati dal vento famelico di carcasse vuote velenoso come vespe che volano terribili in corsi d'acqua acquitrinosi ed orfici gonfie di malinconia, nella vendemmia dei solchi d'occhi nell'incudine del calore, quando è solo un brusio diffuso. Dal concavo dolore, son fuggito integro di salvezza ma dal gelo che perseguita ogni passo, non fuggirò mai. Ha raggiunto il castello invocato attraverso il cielo sprofondato nell'edera di cristallo, evocata dal gotico lamento il suo compito l'ha portato in esultanti vittorie e templi pagani accendono torce sfolgoranti ombreggiano vestali nude, sussultando su lastre di marmo fredde come lapidi, antiche nel dominio frammentato folle smarrite e pelle opaca e dipinti al riflesso diafano. Spegnersi lentamente ed osservare i volti dei ricordi fluttuare nel limbo sottile di un pensiero malato articolare poche, succose e disarmanti parole un lento susseguirsi di unghie affilate che dolcemente dilaniano la pelle, portando alla luce la carne viva focalizzando un termine di pentimento paradossale. E chiudere infine, quella grande porta di quercia antica dai cardini ormai immemori di rotazioni imminenti.
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Gianpiero De Tomi
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