Anima nuda
Peppe Cassese
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Sono il lampione lungo la tua strada
il ramo imperlettato di rugiada
il merlo canterino e dispettoso
il tarlo più intrigante e più vizioso.
Sono la febbre che non da mai pace
l’artiglio inappagato di un rapace
l’angoscia coi suoi affanni nella sera
il cielo terso della mia bandiera.
Sono una nota senza pentagramma
il pianto disperato di una mamma
il giorno che ho dormito come un masso
il grido del mio cuore e il suo fracasso.
Sono il sentiero che non cambi mai
il verbo incollerito di Adonai
l’attesa mai finita e incominciata
il gusto amaro di una canagliata.
Sono una notte buia e intirizzita
la spina di una rosa ammalazzita
la voglia che mi inonda interamente
la mano che ti cerca intimamente.
Sono il perfetto di un perché latino
la bestia che mantieni a te vicino
il cane che sculetta alla padrona
la fame della carne tua che stona.
Sono un pensiero fisso e visionario
la luce che ti illumina il sipario
il mare che rinnova il suo richiamo
con l’onda che ripete che ti amo.
©
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Peppe Cassese
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