Vita mia
Peppe Cassese
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Seduto sopra il tempo e la sua cima
io srotolo la trama inadempita
per raccontare brevemente in rima
dal fondo a tale vetta la salita.
Io ero e son cresciuto sbarazzino
fremente nelle favole del cuore
col piglio di stentato scribacchino
e il calcio mai mollato dell’ardore.
Studente disatteso e insofferente
stagnavo in mezzo ai banchi allo sbaraglio
ma chiuso tra le mura di un veggente
al sole del piacere ho dato un taglio
e un giorno senza maghi e senza santi
ho scoperchiato intatta la mia vena
e mentre catturavo idee vaganti
dal mare degli abissi venne piena
la rete mai svuotata della musa
e ad una ad una a cento a cento a mille
la penna affastellava la cambusa
dall’innocenza al mio tallon d’Achille
coi voli inaspettati delle ali
di chi guazzando a terra nel liquame
scorgeva viaggiator fenomenali
tracciando nuove rotte a vecchie trame.
E questo sono quello che non voglio
l’impronta che ha lasciato un solo segno
un fiore arcobaleno col germoglio
lo slancio che a tant’altri ancora insegno.
E questo voglio quello che non sono
un ladro che razziò la fantasia
il re di un’odissea senza il suo trono
nel film intitolato "VITA MIA"!
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Peppe Cassese
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