Da una dose in giù
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Ero io quella dose d’umanità
col vuoto a rendere non calcolato
Una fialetta nel buio delle viscere
per orbitare tra forze cosmiche
Potevo accamparmi in un punto delle correnti
aspettare invece che stremare
ma i pensieri si staccano presto
e non si prendono più
Che siano le distanze a renderci liberi?
Resta l’errore di vivere, subdolo
esplora occasioni e mancanze
-il volere e il non volere li vedo penzolare dagli armadi-
Ho stirato il sorriso: così s’imparano
inquietudini senza risposte
Il cono d’ombra conserva il volume
tra veglie azzurre e disincanti
e musiche girano tra le polveri
Qualcuno ha detto
-qui c’è la traccia, ora scrivi -
Forse avrò altro inchiostro
e sentirò la mano
credere a un altro foglio bianco
Forse
sarò da qualche parte
a riflettermi
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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carla composto28 agosto 2013
versi intensi e profondi che ci rendono attenti e consapevoli del nostro stato di vita... occasioni, mancanze, omissioni... errori dell'essere libero! !!!!!!!!!!!!!!!

