"Signora dell'Inverno"
Stefano Drakul Canepa
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gelo di sguardi
e degli ultimi inverni
tremati a sogno (D)
Gelo delle prime sere spese a vento,
io ti sento sulla pelle a sferzare il cuore
e non sarà l'amore pronunciato a nube
a tremare il cielo fra stille di settembre
Signora dell'inverno non è il tuo respiro,
ancora non c'è traccia di disperazione
e poche son le perle di fiume uccise
fra le parole inutili di fine compassione
Buio delle ultime notti di morta nostalgia
l'alba è più lontana e nasce fra le foglie,
riflessi di sollievo conservato a sangue
per tutte quelle cose finite nella terra
Tomba di luna nera stremata nel ricordo
di qualche freddo incanto terminato male
con le luci appena accese sul momento
e poi spente nella fretta di un dolore
Non sarà mai il cuore a spegnere l'estate.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan28 agosto 2013
Tessere versi con tale eleganza e potere fascinatorio, non è da tutti. Grande abilità denota il principe delle tenebre nell'auscultare il ventre della madre terra per avvertire i passi silenziosi della Signora dell'Inverno, che lenta si avvicina, ma da una landa ancora lontana.

