Di lacrime e mestizia
Anna Grazia Di Martino
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Danzano
le ultime ore del giorno
sotto un cielo che non dà respiro.
Il tempo fugge ed io
ad inseguir fantasmi,
Serpenti pendono dai fianchi,
avvelenano notti
passate a contare soli
trascorsi nell'inquietudine.
Mai tanta luce obbligò
i miei occhi a guardare
in un pozzo così fondo
ciò che non vidi mai.
Le tenebre come sorelle,
il vento come ala
nel mesto divenire
di un giorno infinito,
dove solo una carezza
avrebbe un senso.
La sofferenza
permea ogni ragione
e il cuore, ormai ferito,
diluvia pianto,
scortica stelle,
gronda al fine luce,
eterea luce
di lacrime e mestizia
di fede e di veleni.
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Anna Grazia Di Martino
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