Il rosso seral
E giungi agli occhi miei seral rosso,
memoria di vinti il bruno sangue,
che ancor le erbe e i flutti rendon mosso
e donna del martir che ancor più piangue.
E nella mente forte e scossa,
penseri di tetra morte oscurano
speranze di gioia armoniosa
e ancor gli uomini la libertà lor propugnano.
Sicché un giovane caro a me vicina e dice:
"Pace a te!"
e sotto tiepido fuoco di pombo
di morte atroce, cade.
Da viscere infernali
emerge la rabbia mia
e più bestia il mio corpo diventa
che urlo senza pace
e grido cotro un dio che par
non esser
mai esistito.
©
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