Ed è mattina
Scendo di piano letto e silente m’alzo,
chioma a piramide di gote e cuscino
d’impronta lasciata e desta accorta.
Trascino spalle e lente gambe volgo,
nell’intento persuaso a destarmi
rimiro a palco e scruto un autunno.
La fiamma avviata d’una bianca cucina,
m’offre dozzina d’un attimo a caffè
che aroma sublime m’invita al giorno.
E tazza in mano mi pettino a guancia,
intanto che il sole mi urta a lenta luce
invoco sbadigli e iridi stretti.
A ritto pelo e coda mossa a mezzo,
mi è complice franco il mio cane
che a dovuta lealtà prende mira a naso.
Nascondo e pigro mi stiro a croce,
schiudo pugni e finestre al davanzale
or mi pongo e cauto a cominciar mi reco.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
G
Giusi17 aprile 2007
Dai poeti che lasciano il cuore volare sprizzan fuori gioielli come questo Grande Michelangelo