Pioverà

È come se mi scrivessi addosso
quando spando d’inchiostro queste righe
è quasi un esigenza
come se dovessi coprirla
questa mia nuda essenza
sorretta appena
dalla fragile forza
che ancor mi tiene ritto
è come se camminassi
su pagine bianche
di giorni sempre erranti
su pensieri solitari
afferrati a stento
per i capelli tra le righe
pensieri immorali
che abili mi guizzano d’intorno
contiene assenza la mia pelle
contiene follia
e radici quasi spente
di vite senza foglie
di rami che si spezzano
al peso dei miei sogni vuoti
è come se mi tatuassi il senso
quando scrivo
come se dessi un campo arato
ai semi di miglio
che partorisce la mia mente
peccato
si
peccato che non è più piovuto.
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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carolina parrilla2 settembre 2013
versi profondi e ben cadenzati, ritmi e pause sapientemente dosati nell'architettura del testo conferiscono pathos e musicalità, un brano scorrevole alla lettura con immagini vivide e ben pennellate nello scenario poetico in cui si avverte note modulate a toni alterni di tenue malinconia bella la chiusa, apprezzata
nemesiel3 settembre 2013
I versi conducono fra le pieghe dell'anima e dell'esistenza... poesia che ancora una volta conferma l'abilità poestica e la profonda capacità di analisi introspettiva del proprio sentire di questo autore... Splendida e... sentitamente condivisa


