"L'alba e la sera"
Stefano Drakul Canepa
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la notte è morta
e l'alba già ricorda
carezze e fate (D)
L'alba che scivola piano nella luce
e il buio che ricorda ancora notte
con i suoi barbagli di silenzio
appeso alle labbra già socchiuse
Vento che accarezza foglie d'oro,
trame a nord in segno di resa
mentre le nubi cercano un delitto
da consumare al primo cielo
Amanti che sfiorano i sentieri
e il dubbio di una vaga tenebra
consacrata al gelo degli inverni.
Lame di nebbia che tagliano respiri
La sera che esita un momento,
vermigli di goccia mista ad un ricamo
e le ali nel sogno fra gli oscuri.
Stupore nel saluto delle fate.
Domani sarà una pioggia nuova,
di terra abbandonata e nera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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EnzoL5 settembre 2013
Avvolge come seta fluida, come sempre i versi impreziosiscono il concetto di buio nelle liriche di questo autore .
Catia Dinoni5 settembre 2013
L'alba e la sera... il giorno e la notte... amanti d'un tempo non per loro, quel rincorrersi infinite volte sui sentieri della terra, per solo sfiorarsi e vedersi sfumare nel susseguirsi dei giorni. Molto suggestiva.


