Non ancora
Per sempre lì
immobile sul letto
confusa come la mia vita
ad aspettare il silenzio
in una dimensione lontana
tra il giro della polvere
e la parabola spezzata.
Sui miei passi
sulle mie ombre
nell’ombra
attraversando il buio
nelle pieghe della luce
agitata dagli istanti
fingendo il vuoto
prima che si scomponga
un’altra figura
appena più lontana.
Così lasci le stelle
e il sentiero del vento
l’erba dei prati umida
e la timidezza degli occhi
lasci
per poter tornare
dove la pioggia bagna
il viso dei petali
e il dolore
è un brivido nero
che attraversa il cielo
prima che cada.
Infine resti
quando io non ero
bussando alla porta
del tuo infinito sbiadire
che per filari
ha un coro di nuvole
che per giardino ha
il tuo mazzo di rose.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!