La cosa
Hai fatto di me una cosa
dimenticata nel cassetto
di un albergo.
Ti prodighi ad offuscarmi
nella tua memoria; illusoria
speranza la tua, di liberarti
dei nostri ricordi.
Vittoria, sai bene, non è,
questa tua fuga vile!
Figli noi siamo del nostro
vissuto, che puntuale ritorna
ad invadere il nostro futuro,
quando imbocchiamo strade
sconosciute.
Il confronto non lo potrai
evitare ed il presente appieno
non lo potrai mai godere.
Avendoti amato veramente,
non cercherò mai di dimenticarti,
e sempre al tuo fianco sarò a
tenderti la mano, che Tu hai lasciato.
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Commenti (4)
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Silvia De Angelis6 settembre 2013
Notevole malinconia, in versi che si soffermano sull'elusione d'un amore perduto Poesia apprezzata
Rosita Bottigliero6 settembre 2013
versi che meritano tanto... un verseggiare ove dentro. si evidenzia la sofferenza seppur amara di continuare ad amare. ... bella la chiusa...
Gianna Occhipinti6 settembre 2013
Un'altra bella lirica che merita attenzione, ascolto profondo, su note sapienti, ben descritte, vergate con la penna del cuore. Mi complimento ancora con l'autore!
Poesiaerre6 settembre 2013
Una lirica scorrevole. Scrivere di un amore,, ,scivolato furtivamente dalle dita, un'emozione che vive in ogni istante in quest'anima trattata come "oggetto privo " e di cui resta soltanto la scia /eco dei ricordi su un uscio sempre aperto .



