Spettri
Gianpiero De Tomi
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Spettri equestri su cavalli arrossati da cinabro
che raccolgono nebbie con falci appuntite
sperequazione delle frasi, il disco s'inceppa
Dove ero rimasto? Alle porte di un respiro
il ticchettio che si interrompe, silenzio, silenzio.
Dal sepolcro sacro la divinità esplode infausta
nell'onice che ghermisce la preda: ha uno scopo
correndo e scaricando afflitte esche di carne
il truce paladino delle cause perse s'inebria
ingannato da sempre, posa in arabesco a festa
compie balzi fra le vette innevate ed altissime
planando come sempre nella valle silenziosa.
Forme arrotondate menzognere che distaccano
ogni anima con clamore soffocato dal sonno.
La fontana si è seccata, l'estate non perdona
sotto il cemento attendo un nuovo autunno
che allontani rancorose epidemie nostalgiche.
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Gianpiero De Tomi
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