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Riflessioni 10 settembre 2013 · lettura 1 min · 1879 letture

Il Rintocco delle Lampare

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Ho contato le punte Le campane stonate nel volo di una mosca Poi Ho contato i secondi dentro la mia mano Ogni piaga e riga in quei cicloni di minuti E la polvere La polvere s'è adeguata Mi ha sollevato dalla merda mentre annegava lo splendore del mio pene rattristato Ché dopo il guscio noce e la sua dura perversione Il triste vuoto di una vita senza polpa Questo il ricordo della notte che mi sveglia - Il declinare contorto della gioia al rintocco delle lampare - Etereo come un qualcosa che non doveva esistere
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Immagine by Dmitry Vorsin

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (6)

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carla composto10 settembre 2013

profonda riflessione di uno status in cui si vive ... un adeguarsi ad un vivere stonato ... che in sincronia si adegua a noi... versi apprezzati questo é ciò che mi é arrivato...

nemesiel10 settembre 2013

Appare il diario di una notte in bianco... una notte che sembra ripetersi, con tutto il fardello dei dubbi e dei perché di una vita... di ciò che è stato e di ciò che non è... Complessa, faticosa... ed una chiusa che è straordinariamente sussurrata rispetto al codice dell'intera poesia.

Stefano Drakul Canepa10 settembre 2013

graffiante, fra le indecisioni e i dubbi al veleno di una notte da vivere... o da morire. A p p a g a n t e

Massimiliano Moresco10 settembre 2013

Mi colpisce molto la quarta strofa sia per la bellezza sia perché credo sia un po la chiave della poesia. È come se l'autore intendesse comunicare l'assoluta incomunicabilità (che poi riguarda una problematica dell'uomo moderno) col mondo esterno, in quanto, per tutta una serie di concause, egli escludesse il mondo per mezzo di una corazza (il guscio di noce). Tuttavia questa protezione dal mondo esterno, seppur protezione, diventa una limitazione in quanto il mancato scambio "d'energie" con l'esterno svuota di senso l'esistenza prosciugando, di conseguenza, la vera essenza delluomo. Essenza che ha quindi bisogno dello specchio dell'altro per potersi riconoscere.

Rita Stanzione11 settembre 2013

"Ché dopo il guscio noce/ e la sua dura perversione/il triste vuoto..." e "Il declinare contorto delle gioia" Passaggi di un'intensità estrema... letta, riletta e trasportata. Piaciutissima. La lotta con se stessi, la lotta con la vita...

Fiammetta Campione11 settembre 2013

La difficoltà di affrontare la vita giorno dopo giorno, il bisogno di guardarsi dentro e di guardare indietro, sensazioni che la notte acuisce all'ennesima potenza... una lirica da leggere più volte, sofferta, vissuta. La chiusa è straordinaria.