Stacco il labbro dal bacio
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Occhi scuri
per quanto il giorno si dilegua
fuochi bruciati
sull’anticipo di un fosso
ho profondi neri -poveri abissi -
di una forma lontana
dove al macero ho gettato fiori
che volevano solo essere fiori
Il volume della luna nega l’esistenza
non c’è atmosfera
I nomi che ci possedevano -ricordi?
dolce tesoro firmamento gioia
sussurrati a dimensioni nulle
e le altezze hanno raggiunto gli apici
e il gioco facile di un fumo li ha finiti
Cosa conta, se non si trovano
le cose quotidiane...
non trovo le vestaglie
non trovo il verso del crine
Una leva che mi dilati l’anima
non c’è...
posso staccare il labbro dal bacio?
ho terrore di Giuda
che mi svenda all’alba
quand’ha inizio il mercato
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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carla composto15 settembre 2013
forte introspezione ...un senso di inadeguatezza per ogni azione che non venga capita ...la metafora con il bacio di Giuda é forte ed incisiva... un elogio alla brava poetessa
EnzoL15 settembre 2013
Trovo su tutto significativa la chiusa, quel terrore al bacio, senza nulla togliere al resto ovviamente, sempre grandi immagini pathos e spessore... c'è da imparare da te


