"Il volo dei dannati"
Stefano Drakul Canepa
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il volo nero
e tempo che non mente
le sue ferite (D)
Il tempo che pretende le ferite
e le labbra sempre aperte dal disagio
di un cielo già distratto dalle albe.
Le gocce che si perdono sul petto
Il buio che non cede mai il dominio
su tutte le cose abbandonate al giorno
e poi nascoste nel gelo delle sere
da una morte lieve, sacrificata al male
La notte che tace solo per dispetto,
per non vedere più lacrime né rabbia
sul viso dei ricordi andati a nozze
con le poche aurore di follia malata
Immane diverbio nel destino aperto,
il volo dei dannati a far da vento
e tenebra al lamento di una terra morta.
La rugiada che confonde col dolore
Luce che non cede le sue rive
nemmeno a cuore aperto,
fra le ombre.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Rita Stanzione16 settembre 2013
L'intensità poetica dell'autore continua sempre... anche in questa lirica si respirano emozioni profonde. Coinvolgimento a 360 gradi!
nemesiel17 settembre 2013
Sembra togliere ogni speranza all'uomo questo buio eppure una strofa rende umana la notte che... "tace solo per dispetto per non vedere più lacrime né rabbia sul viso dei ricordi andati a nozze con le poche aurore di follia malata" Versi che sono gemme


