Libera prigione
sebina pintaldi
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Aveva frantumato
quell'urgenza di scappare
tra le ciglia taglienti
e l'incessante errare.
Aveva capito quasi fin da subito
che non sempre uccide
tutto quello che fa rumore.
Era arruolata nella guerra con se stessa!
Si feriva!
Nello scontro irruente con i suoi trascorsi!
Per curarsi attraversava ponti di ferro.
Poi...
Si chiudeva a chiave!
Faceva del suo cuore
una libera prigione.
Pronta ad accogliere
chi voleva entrare...
Fredda e spietata!
Con chi attraversava le sue pareti
solo per poterlo raccontare!
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Commenti (1)
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Francesco Rossi17 settembre 2013
Raccontare le ansie di una condizione quella femminile che ha richiesto lotte e coraggio con la solidarietà di tanti uomini. purtroppo le minoranze se scellerate lasciano segni e ferite in tutti gli animi sensibili.

