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Riflessioni 17 settembre 2013 · lettura 2 min · 2754 letture

Chi siamo

Pasquale Lettieri 1111 poesie pubblicate
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Siamo nuvole di panna bianca... Cielo. Tempesta e pioggia. Vento e fuoco che arde. Siamo anche cenere e pezzi di noi che muoiono ogni istante e risorgono dopo breve tempo. Cavalieri e predoni. Angeli e demoni. Verità e falsità. Siamo fatti misti di peccati e di santità. Nulla ci ha insegnato il Cristo sulla croce. Era solo un uomo... Siamo ciò che avvolge il nostro nido terra. Stagioni calde e fredde, Mite e tiepide. Terremoti e maremoti. Stelle che splendono e che esplodono, Prati verdi e vallate fiorite. E ancora... Boschi e praterie. Mare e montagne. Uccelli e pesci. Minerali e polvere. Anche soldi, siamo nell’ultimo secolo... Svalutati come uomini più che moneta. Possediamo ragione ... Non direi... Siamo sangue e sterco, vita e morte, ragione e dolore. Breve felicità rubata agli attimi. Micro universi nell’universo grande che si espande nell'infinito nulla. Figli della materia oscura che non conosciamo. Ecco, in ultimo... Siamo anche il buio che spesso viviamo aspettando un pallido raggio di luce di qualche stella lontana che illumina il nostro pianeta uomo.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (2)

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Luigi Arcopinto17 settembre 2013

Questo scritto si infrange violento nella mente del lettore, s'insinua in ogni fibra dell'essere. Ho gradito molto l'uso di questa sorta di "anticlimax semantico", ad effetto del quale le parole vanno ad "incrinarsi" verso la fine, lasciando spazio alla profonda amarezza che emerge dalla constatazione della reale indigenza umana. Questo concetto viene poi rafforzato dalla presenza di una serie di antitesi che vanno scemando verso la fine. L'unico appunto che faccio è sul periodo che precede la chiusa (da ecco... a pianeta), che a mio avviso non rende giustizia al resto del componimento. Nel complesso comunque ho apprezzato molto questa poesia.

Laura Sensoli18 settembre 2013

Tante note diverse che nel quadro di una saggia e attenta valutazione di ciò che realmente siamo aprono comunque uno spiraglio verso la luce. Bella e profonda!