U. 4
Spalancato il vaso:
i venti contrari a squarciare le vele,
grida e lame d’acqua a lacerare la pelle e il cuore,
ossute mani, il sangue per le sartie impazzite.
Ancora sbattuto, di nuovo per vasto mare,
(Dei meschini, di me giullare, farsi beffe ancora.
Ma stolto, testardo, cuore dannato
dall’assenza amica, in piedi ancora!)
le coste amate, l’uscio scardinato, sandali stranieri sulla soglia.
(soffia lieve, il ricordo del sole
che si arrampica sui muri,
il frinire sommesso,
l’erba secca che stana i sensi)
Sarai ancora lì, dove la rètina t’ha impresso,
sul rilievo d’una riva lontana?
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