Sogno

Mi giungi
e come un artiglio
affondi nel mio tenero pensiero
poi mi tieni lì
in quell’irreale sospensione
diventando la mia invisibile creazione
finche lo stupore del tuo sguardo
non penetra il silenzio
non colma il vuoto delle labbra
e disseta finalmente la mia veglia
mi lusingo
di quel tratto disegnato sul tuo viso
è così dolce e alimenta il tuo sorriso
e poi la mano tua
e la distesa che appare sotto il cielo
e ci perdiamo
in quella valle dove abita il respiro
poi
poi ritorna la mia mente
ma rimane la speranza
che sopraggiunga la realtà
ad impossessarsi silente
di tutto ciò che il mio cuore sente.
©
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L'autore
Turan
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