Lamento
Tra le macerie
dei cancelli
declina la mia luce
seguaci non ho più
nelle orme della notte
in voli taciturni
uniamo i nostri calici
le fiaccole sono spente
insinuano i contorni
oh roccaforti della fede
chi può infrangere l’incesto?
vivo da tempo
in una terra senza cielo
ibrida adesione
o forse
un fragile legame
che logoro paesaggio
un tempio diroccato
i colori si annebbiano
semi germogliano
nel fango
e io cerco un sorriso
da dipingere su un viso
ambizioni?
di qui
mi sei affine?
curami
hai tesori?
arte greca
che segno sei?
umano
sguardi assenti
di diurni intrecci
pose silenziose
all’alba di un esilio
nuda, invisibile ragione
la tua bellezza
sta per corrompersi
nell’ansia di un perché
presagi, profezie
è questa la tua cella?
disintegra il concetto
rifonda le tue origini
non c’è più tempo
per le foto d’infanzia
l’amore è risorto
nei campi senza fine
oh... venti di sorgenti
la penombra del cratere
si dischiude come
l’ala soffice di un cigno
fiocchi di stelle
si posano
su argenetee scogliere
una sabbia smeraldina
scorre nella marea
narrano le comete
di antiche sinagoghe
irrompi inattesa nel
crepuscolo di un canto
smettila di scrivere
scherzi sempre
convincitene
tu pensi?
non sei un poeta
non proprio
non hai la stoffa
tue certezze
guarda altrove
dove?
non puoi dimenticare?
è che...
morirai come in un sogno
non mi svegliare...
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